Compiti della procura

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La «Procura della Repubblica» è l’ufficio del Pubblico Ministero, un organo dello Stato composto da magistrati ordinari cui sono assegnate le così dette funzioni “requirenti”: loro compito è infatti quello di proporre richieste in materia penale o civile sulle quali toccherà poi ai giudici (la magistratura così detta “giudicante”) pronunciarsi con provvedimenti idonei a diventare definitivi.
In particolare, al Pubblico Ministero sono attribuite dalla legge sull’ordinamento giudiziario e dal codice di procedura penale numerose funzioni:

  • in materia civile, il P.M. può agire per chiedere al giudice provvedimenti in materia di:
  1. dichiarazione di morte presunta curatela delle persone scomparse;
  2. limitazione alla potestà genitoriale
  3. interdizione e inabilitazione
  4. nullità del matrimonio
  5. richiesta di dichiarazione di fallimento

Il P.M. deve intervenire inoltre obbligatoriamente in alcune cause civili (es.: cause in materia matrimoniale, cause relative alla cittadinanza, ai rapporti familiari, alle interdizioni e inabilitazioni): la sua eventuale assenza determina la nullità del processo.

  • in materia penale, il P.M. esercita la così detta “azione penale”: è cioè l’organo cui spetta accertare la fondatezza delle notizie di reato che provengono da denunce delle forze di Polizia, da querele o esposti di privati, da referti degli organi medici, e chiedere di conseguenza al giudice la dichiarazione della colpevolezza di un soggetto (imputato) e la conseguente condanna del medesimo, ovvero, in mancanza di elementi di prova, la dichiarazione di infondatezza della notizia di reato (così detta archiviazione).

Allo scopo di sostenere l’accusa davanti al Giudice, il P.M. svolge le indagini preliminari (per questo con riferimento ai P.M. si parla anche di magistratura “inquirente”); dirige l’attività della Polizia giudiziaria; può chiedere ad un apposito giudice, detto giudice per le indagini preliminari – GIP, l’emissione di provvedimenti restrittivi della libertà personale (custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari ecc.), che hanno funzione cautelare, servono cioè di impedire che i reati commessi possano ripetersi o che ne vengano occultate le prove o che l’autore del fatto possa darsi alla fuga. Il P.M. inoltre interviene obbligatoriamente nelle udienze penali. Il P.M. infine è l’organo competente per l’esecuzione dei provvedimenti di condanna emessi dal giudice: spetta a  lui, una volta che una sentenza sia diventata irrevocabile, disporre che il condannato venga assoggettato alla pena, detentiva o pecuniaria, prevista, determinando il preciso ammontare della sanzione da irrogare, nonché delle eventuali sanzioni accessorie.

Il Procuratore della Repubblica assegna a se stesso e ai colleghi – secondo dei criteri prestabiliti – i procedimenti penali che nascono dalle notizie di reato trasmesse alla Procura della Repubblica, nonché dei procedimenti civili che prevedono l’intervento del P.M. e, più in generale, organizza il lavoro dell’Ufficio.
Ogni Magistrato svolge le indagini relative ai procedimenti che gli sono stati assegnati e prende parte alle udienze penali per i processi instaurati a seguito delle indagini.
Per migliorare la qualità delle indagini attraverso la specializzazione, in molte
Procure della Repubblica sono stati costituiti gruppi di lavoro che si occupano delle indagini relative a determinati tipi di reato:

  • un primo gruppo di lavoro si occupa di reati a danno della Pubblica Amministrazione e dell’Amministrazione della Giustizia, economici, in materia fiscale, societaria e fallimentare;
  • un secondo gruppo di lavoro è specializzato nei reati urbanistici, ambientali, di inquinamento, falsità, nonché in quelli riguardanti lo sfruttamento della prostituzione, l’immigrazione clandestina e tratta di essere umani;
  • il terzo gruppo di lavoro tratta i procedimenti per reati contro il patrimonio ed in materia di armi;
  • il quarto gruppo di lavoro si occupa dei reati in materia di stupefacenti, nonché quelli commessi a danno di persone deboli (ossia reati in materia sessuale ed in ambito familiare);
  • il quinto gruppo di lavoro è specializzato nei reati contro la persona, nonché quelli concernenti l’ordine pubblico e l’incolumità pubblica e la tutela penale del lavoro.

Ogni sostituto è assegnato a due gruppi di lavoro, seguendo le indagini sui procedimenti delle relative materie.
Ogni gruppo è coordinato e seguito da un Procuratore Aggiunto.

Con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2006, n.106 (pubblicato sulla GU n. 66 del 20.3.2006) sono state dettate le nuove disposizioni in materia di riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 25 luglio 2005, n. 150 (c.d. Riforma dell’ordinamento giudiziario).

Le nuove disposizioni prevedono in particolare che:

  1. Il procuratore della Repubblica, quale preposto all'ufficio del pubblico ministero, è titolare esclusivo dell'azione penale
  2. Il procuratore della Repubblica puo' stabilire, in via generale ovvero con singoli atti, i criteri ai quali i procuratori aggiunti ed i magistrati dell'ufficio devono attenersi nell'esercizio delle funzioni vicarie o della delega.
  3. Il procuratore della Repubblica determina:

    1. i criteri di organizzazione dell'ufficio;
    2. i criteri di assegnazione dei procedimenti ai procuratori aggiunti e ai magistrati del suo ufficio;
    3. le tipologie di reati per i quali i meccanismi di assegnazione del procedimento siano di natura automatica.
  4. Per assicurare l'efficienza dell'attivita' dell'ufficio, il procuratore della Repubblica può determinare i criteri generali ai quali i magistrati addetti all'ufficio devono attenersi nell'impiego della Polizia Giudiziaria, nell'uso delle risorse tecnologiche assegnate e nella utilizzazione delle risorse finanziarie delle quali l'ufficio può disporre.