Attrezzi da pesca: cenni

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La pesca è una delle attività più antiche messe in atto dall’uomo per poter soddisfare i propri bisogni primari. Sin dai tempi più remoti il mare è stata una fonte naturale da cui attingere per procacciare cibo; prima con l’ausilio di rudimentali “attrezzi” di cattura, poi con attrezzi statici ed, infine, con quelli dinamici.

Oggi i pescatori oltre a basarsi sull’uso di attrezzi quali ami e reti, sono accompagnati da efficienti accorgimenti tecnici e metodologie avanzate che permettono una migliore reperibilità del pescato, migliori prestazioni e maggiori sicurezze per chi pratica questa attività.

La grande varietà di attrezzi in uso nel Mar Mediterraneo è determinata dalla multi specificità di questo mare; esistono attrezzi diversi in base alle specie da catturare, che vivono a profondità diverse, su fondali diversi, solitarie, in branchi, nascoste in tane, infossate.

 

 

 

Gli attrezzi da pesca si suddividono, in riferimento alla loro condizione operativa, nei seguenti tipi:

  1. attivi: l’attrezzo cattura attivamente pesci, crostacei, molluschi nel suo progressivo avanzamento;
  2. passivi: l’attrezzo viene lasciato nell’area di pesca e aspetta passivamente che sia il pesce, crostaceo o mollusco ad incontrare l’attrezzo

I «sistemi di pesca»[1] normalmente impiegati in Italia sono regolamentati da una fonte legislativa specifica finalizzata, principalmente, alla tutela ambientale ed alla salvaguardia delle risorse ittiche.

L’attività di pesca viene esercitata utilizzando un natante e una particolare attrezzatura che può:

  1. venire trainata dalla nave, a contatto o a una certa distanza dal fondo marino; 
  2. essere utilizzata per circondare un banco di pesce;
  3. venire posizionata in una zona di mare per un certo tempo e successivamente ritirata assieme al pesce da essa catturato.

I possibili sistemi di “Pesca professionale” e le loro definizioni sono fornite dal Reg. (CE) 1964/2006 il quale, unitamente al D.P.R. 1639/1968, impartisce i requisiti tecnici e le limitazioni afferenti il loro utilizzo.

Altri requisiti sono marginalmente disciplinati dal Reg. (UE) 404/2011 nella parte concernente la loro “segnalazione” in mare ai fini della sicurezza della navigazione e la corretta individuazione del proprietario dell’attrezzo.

Requisito essenziale, infatti, è la corretta marcatura degli attrezzi, ai sensi del Capo III - Sezione II, mediante una targhetta identificativa che riporti il numero di immatricolazione del peschereccio.

  • I sistemi di pesca possono così classificarsi:
  1. Trainati
  2. Reti  da posta
  3. Reti da circuizione
  4. Trappole
  5. Palangari

L’indicazione di ciascun sistema sulla Licenza di pesca consente l’impiego degli attrezzi compresi nel sistema autorizzato.

 


[1] Sistemi di pesca e attrezzi da pesca sono due cose diverse. Il sistema di pesca è quello indicato nella Licenza di pesca e può comprendere diversi attrezzi da pesca (esempio: il sistema a strascico comprende sia la rete a strascico sia il rapido). Ai sensi del D.M. 26/01/2012 si fa oggi riferimento ai singoli attrezzi da pesca.