Competenza per connessione

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La «competenza per connessione» attribuisce a un solo Giudice il potere di decidere su procedimenti collegati fra loro da vincoli particolarmente intensi e, in specie, da vincoli di persone, di finalità, di tempo e di luogo (=procedimenti connessi).
In via di approssimazione, può dirsi che la competenza per connessione deroga ai criteri generali della competenza per materia o per territorio e serve a evitare che debbano essere “celebrati” più processi in relazione a fatti che presentano elementi comuni e per i quali è perciò opportuna la trattazione unitaria.
La competenza e l’attribuzione per connessione sono determinate dal rapporto di collegamento tra un procedimento principale (attraente) e uno o più procedimenti secondari (attratti).

  • Ad esempio, se il reato di omicidio (art. 575 c.p.) è stato commesso a Taranto da più persone in concorso tra loro, la Corte d’Assise di Taranto non celebrerà tanti processi quanti sono gli imputati, ma un simultaneo processo a carico di tutti.
  • Parimenti, ad esempio, la competenza del Tribunale di Roma per il furto d’auto (artt. 624, 625 c.p.), sarà assorbita, per connessione, da quella della Corte d’Assise di Genova se il furto di auto compiuto a Roma risulta commesso per eseguire l’omicidio a Genova.
  • Ad esempio, se il reato di furto (art. 1148 cod. nav.) è stato commesso a bordo di nave mercantile ferma nel porto di Genova da più membri di equipaggio in concorso tra loro, il Tribunale di Genova non celebrerà tanti processi quanti sono gli imputati, ma un simultaneo processo a carico di tutti.

La connessione tra procedimenti modifica la competenza e può giustificare la loro «riunione» (artt. 12 e 17) nelle seguenti tassative "ipotesi":

  1. connessione plurisoggettiva, con pluralità di imputati ex artt. 110 e 113 c.p.. I reati oggetto dei distinti procedimenti sono frutto di concorso o di cooperazione, colposa o dolosa di una pluralità di soggetti. Il reato collega tra loro più imputati, i cui procedimenti vanno unitariamente trattati (art. 12 lett. a);
  2. connessione monosoggettiva, con una pluralità di reati ascritti ad un’unica persona ex art. 81 c.p., se essi sono espressione di un’unica azione oppure di più azioni cronologicamente e localmente concentrate per concorso «formale» e «materiale».di reati ex art. 81 c.p. (art. 12 lett. b);
  3. connessione teolologica (ideologica) od occasionale o consequenziale, se, rispettivamente, dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire gli altri, oppure gli uni sono stati commessi in occasione della commissione degli altri, o infine, gli uni sono stati commessi per occultare gli altri ovvero per conseguirne o assicurare, al colpevole o a terzi, il prezzo, il prodotto o l’impunità (art. 12 lett. c).

I reati commessi da un unico agente possono essere legati da un vincolo (rilevante ai fini della pena: art. 61 n. 2 c.p.):

  1. ideologico (o teleologico): quando un reato è commesso allo scopo di eseguirne un altro...(ad esempio, Tizio uccide Caio per derubarlo.. I reati hanno un vincolo nella finalità cui tendono)
  2. consequenziale: allorché un reato viene commesso per assicurarsi il prezzo, il prodotto, il profitto o l'impunità di un altro reato (ad esempio, Tizio dopo aver ucciso Caio, ne occulta il cadavere: In tal caso il reato dipende dall'altro.
  3. occasionale: nei casi in cui la commissione di un reato offre l'occasione per commetterne un altro (ad esempio, Tizio, entrato in casa per rubare, vede una giovane e la violenta. In tal caso il vincolo tra i reati è nella contestualità degli eventi.

Una particolare disciplina della «connessione» è prevista nel processo innanzi al Giudice di pace».