Classificazione degli attrezzi: Reg. CE 1967/2006

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Il Reg. CE 1967/2006 (Capo I – art. 2) classifica gli attrezzi per la pesca professionale in:

  1. Attrezzi Trainati
  2. Reti da Fondo
  3. Reti a Circuizione
  4. Trappole
  5. Palangari
  • Gli «Attrezzi Trainati» (ad eccezione dei palangari) sono quelli rimorchiati in mare dalla forza motrice del peschereccio o tirato per mezzo di vericelli con il peschereccio all’ancora o in movimento a bassa velocità, al fine di catturare, nel loro progressivo avanzamento, organismi marini.
    Si suddividono in “reti trainate”, che possono essere rimorchiate da navi sul fondo o a mezz’acqua e in “draghe” (art. 2, n. 1 lettere a e b).

In particolare, le reti trainate comprendono:

  1. reti da traino”: reti attivamente trainate dal motore principale del peschereccio, costituite da un corpo conico o piramidale (corpo della rete) chiuso in fondo da un sacco, che possono estendersi all’apertura mediante bracci o essere montate su un’armatura rigida; l’apertura orizzontale è assicurata da divergenti o da un’asta o armatura di forma e dimensioni variabili;
  2. sciabiche da natante”: reti da circuizione e sciabiche trainate, azionate e tirate per mezzo di funi e vericelli da un peschereccio in movimento o all’ancora e non rimorchiate dal motore principale, composte da due bracci laterali e da una tasca centrale a forma di cucchiaio o munita di sacco nella parte posteriore, possono essere utilizzate dalla superficie al fondo a seconda delle specie bersaglio;
  3. sciabiche da spiaggia”: reti da circuizione e sciabiche trainate messe in acqua a partire da un peschereccio e manovrate dalla riva.

Le draghe, sono attrezzi trainati attivamente dal motore principale del peschereccio (draga tirata da natanti) o tirati da un vericello a motore di una nave ancorata (draga meccanizzata) per la cattura di molluschi bivalvi, gasteropodi e spugne e che comprendono un sacco di rete o una gabbia metallica montati su un’armatura rigida o una barra di forma e dimensioni variabili, la cui parte inferiore può presentare una lama che può essere arrotondata, affilata o dentata e può essere o no munita di scivoli e depressori; esistono draghe attrezzate di dispositivi idraulici (draghe idrauliche).

Le draghe tirate a mano o da un verricello a mano in acqua bassa con o senza un natante per la cattura di molluschi bivalvi, gasteropodi o spugne (draghe a mano) non sono considerate attrezzi trainati ai fini del citato Regolamento.

  • Le «Reti da Fondo», sono quelle destinate a recingere o sbarrare spazi acquei, allo scopo di ammagliare pesci, crostacei e molluschi che vi incappano. Esse si suddividono in reti “fisse” e reti “derivanti” le prime sono ancorate al fondo marino; le seconde sono lasciate all'azione dei venti e delle correnti. Rientrano tra questa tipologia di attrezzi:
  1. il “tramaglio“: rete costituita da due o più pezze fissate insieme in parallelo su un'unica ralinga, che sia o che possa essere ancorata con qualsiasi dispositivo sul fondo marino;
  2. la “rete da imbrocco calata sul fondo”: rete formata da un'unica pezza mantenuta verticalmente in acqua per mezzo di piombi e galleggianti che sia o che possa essere ancorata con qualsiasi dispositivo sul fondo e mantenuta in prossimità di esso o che galleggi nella colonna d'acqua;
  3. la “rete da fondo combinata": rete da imbrocco calata sul fondo combinata con un tramaglio che ne costituisce la parte inferiore.
  • Le «Reti a Circuizione», sono quelle calate in mare, al fine di recingere lateralmente e catturare dal basso, con immediata azione di recupero un branco di pesci. Possono essere o meno dotate di cavo di chiusura.
    Rientrano in questa tipologia, i "ciancioli": reti da circuizione la cui parte inferiore è tenuta insieme da un cavo, collegato alla lima da piombo per mezzo di anelli, che consente la chiusura della rete. I ciancioli possono essere usati per catturare specie pelagiche piccole o grandi specie demersali.
  • Le «Trappole», sono attrezzi da pesca fissati o sistemati sul fondo e che agiscono come una trappola per catturare specie marine. Possono essere fisse o mobili. Sono trappole “fisse” quelle ancorate o fissate stabilmente, quali tonnare, lavorieri, mugginare e saltarelli (reti a postazione fissa). Sono trappole “mobili” quelle che vengono calate in mare per ogni singola operazione di pesca e risalpate dopo breve sosta, quali nasse, bertovelli. Sono costruite a forma di cesta, nassa, barile o gabbia e, nella maggior parte dei casi, includono un telaio rigido o semirigido di vari materiali (legno, vimine, aste metalliche, reticolo di cavi, ecc.) che può essere o no ricoperto di rete.
    Possono avere uno o più imbuti o bocche ad estremità lisce che permettono alle specie di accedere alla camera interna. Possono essere usate separatamente o in gruppi. Se usate in gruppi una lenza principale comporta numerose trappole su lenze secondarie di varia lunghezza e spaziatura, secondo la specie bersaglio.
    Vengono utilizzate per la cattura di organismi bentonici o bento-nectonici.
  • I «Palangari», sono attrezzi che comprendono una lenza principale di nylon (traveo madre) che comporta numerosi ami su lenze secondarie (braccioli) di varia lunghezza e spaziatura, secondo la specie bersaglio. I palangari si distinguono in fissi e derivanti a seconda se sono ancorati sul fondo o lasciati in balìa delle correnti. I fissi sono principalmente impiegati sul fondo (palangaro di fondo) o a mezz’acqua (palangaro di superficie) mentre i derivanti sono di superficie. I due tipi si differenziano tra loro, oltre che per il metodo di pesca, anche per la lunghezza dei braccioli e la grandezza degli ami.