Quadro tecnico e nozioni generali in materia di inquinamento

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  • Gruppi principali di inquinanti

Per una visione più generale del fenomeno, si ritiene utile distinguere l’inquinamento in tre gruppi principali:

  1. Inquinamento fisico: può essere provocato da radiazioni immesse nell’ambiente a scopi energetici o militari, da variazioni elevate di temperatura causate, ad esempio, dall’immissione di acque provenienti dai sistemi di raffreddamento delle centrali elettriche;
  2. Inquinamento chimico: è certamente il più importante dei gruppi ed è dovuto allo sversamento nei mari e nei fiumi di idrocarburi liquidi, detersivi, materie plastiche, composti organici (fosfati, solfati), pesticidi, ecc;
  3. Inquinamento biologico: è determinato da contaminazioni microbiologiche e dalla modificazione di biocenosi (insieme di specie animali o vegetali che vivono strettamente associate) dovute alla introduzione di nuove specie animali o vegetali in un determinato ecosistema.

 

  • Tipi di inquinamento

Scendendo più nel dettaglio, è possibile distinguere gli inquinamenti sulla base della loro tipologia e provenienza e, pertanto, possiamo individuare le seguenti cause di inquinamento:

  1. materiale organico degradabile: caratteristico di acque di scarico urbane e industriali non depurate o insufficientemente trattate. L’acqua di mare può degradare le sostanze organiche; il meccanismo di auto depurazione delle acque è sostenuto da batteri che, in presenza di ossigeno svolgono le funzioni di degradare e trasformare le sostanze organiche contenute nell’acqua in composti organici;
  2. eccesso di sali nutrienti: si verifica nelle località in cui vengono immessi nelle acque del mare scarichi agricoli o detergenti non biodegradabili. In questi casi viene stimolata la abnorme crescita di fitoplancton. Questo processo, noto come eutrofizzazione, causa negativi effetti in quanto produce una riduzione drastica dell’ossigeno disciolto in acqua, provocando la morte per ipossia delle specie animali presenti;
  3. sostanze chimiche tossiche: come ad esempio i metalli, che entrano nell’ambiente miscelati alle acque provenienti dagli scarichi industriali e minerari; il cloro usato nei processi di disinfezione e nella pulitura di impianti industriali; l’ammoniaca che si riscontra in molti scarichi urbani; i detergenti composti da molecole scarsamente biodegradabili; i pesticidi adoperati nell’agricoltura (insetticidi ed erbicidi); i bifenil policlorurati (PCB) di primario interesse per l’accertata tossicità sull’uomo; il petrolio (di cui si dirà in seguito);
  4. particellato: sostanze allo stato solido derivanti da immissioni in mare di sabbia, fango di dragaggio, polveri di lavorazioni industriali, ecc.;
  5. calore: acqua usata per il raffreddamento degli impianti in numerose industrie e che viene restituita all’ambiente a temperatura elevata;
  6. rumore: inquinamento acustico causato principalmente dai motori marini e da attività di poligono, in special modo, in vicinanza della fascia costiera e nelle aree di confluenza delle principali rotte commerciali che può interferire negativamente con numerosi processi biologici vitali di alcune specie ed in particolare i mammiferi marini.

 

  • Principali fonti d'inquinamenti

Per quanto riguarda la provenienza degli inquinamenti, possiamo individuare diverse fonti:

  1. fonti terrestri dirette: acque di rifiuto che giungono al mare attraverso fogne e canali; acque di drenaggio dei terreni; rifiuti solidi domestici urbani e industriali;
  2. fonti terrestri indirette: acque di rifiuto, di dragaggio dei terreni e rifiuti solidi urbani e industriali che giungono al mare attraverso i fiumi, per cui è possibile una diluizione durante il trasporto verso il mare;
  3. fonti pelagiche: tutte le attività in mare che deliberatamente o accidentalmente provocano l’immissione di sostanze inquinanti, come la navigazione, la pesca, l’estrazione di materie prime;
  4. fonti atmosferiche: ricaduta sulla superfici marine di polveri o piogge contenenti inquinanti (precipitazioni acide, pulviscolo radioattivo).